Bambini che giocano — questo il titolo dell’opera che quest’anno dà volto a Castelbuono Classica. A firmarla è Marilena Tringale, 67 anni, nata con una tetraparesi spastica: non potendo usare mani e braccia, ha sviluppato in modo straordinario l’uso dei piedi, con cui dipinge, scrive, cuce e crea. “Mia madre non mi ha mai fatto sentire disabile”, racconta: da questa forza nasce una vita che è diventata modello per molti, fino al libro Per sempre amore del 2011. I suoi bambini che giocano sono la sintesi perfetta del filo che attraversa questa edizione — la musica come prima lingua dell’infanzia, lo stupore che precede ogni parola.
Da venticinque anni Marilena è seguita da CAPP In Azione Sociale, che le affianca l’assistenza per la riabilitazione domiciliare e continua a farle incontrare i giovani del servizio civile. È in questa cura quotidiana che affonda le radici la collaborazione con MOGER Arte e Cultura: un’alleanza che intreccia i percorsi socio-educativi e riabilitativi con l’universo dell’arte, nella convinzione che ogni persona custodisca potenzialità uniche, e che musica, pittura e laboratori sensoriali possano diventare veri linguaggi terapeutici e relazionali — strumenti di autonomia, autostima e co-protagonismo.
Riascoltare il mondo per la prima volta significa anche questo: riconoscere che la bellezza è un bene di tutti, e che il talento fiorisce ovunque gli si dia ascolto.







